Informa Arte

Ars Magistris GROUP

La Madonna con Gesù bambino di Marianne Stokes, a cura di Alessio Fucile Critico e Storico dell’arte

Benvenuto. Oggi ho il piacere di presentarti un’opera di Marianne Stokes, artista austriaca del XIX secolo, operante soprattutto nell’Inghilterra vittoriana. 

La Madonna con Gesù bambino è del 1908 e rimanda a diverse altre opere con lo stesso tema. Maria solleva il velo e ci mostra il divino Bambino, invito a guardare oltre il velo della carne per scorgere il Verbo dell’Altissimo, nato per morire. Forse per questo la Madonna della Stoke è anche un’Addolorata. Lo dicono i colori dell’abito, il rosso del sangue e dell’umanità e il blu del Mistero e della divinità. Lo dice lo sguardo mesto rivolto a noi, rammaricato per l’indifferenza di fronte al miracolo inusitato di un Dio che si fa uomo, «è il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi», ricorda con forza straordinaria l’evangelista Giovanni. Della passione, del destino di questo bambino, apparentemente uguale a tutti gli altri bambini, narrano gli arbusti spinosi sullo sfondo, girandola di spine che presto avvolgeranno il capo di Gesù. 

Tra essi spicca un arbusto strano, ma inconfondibile, il finocchio selvatico. Simbolo raro nell’arte. Era uso offrire, con il vino meno buono, dolci al finocchio per la proprietà aromatica di questi semi capaci di correggere i difetti del vino. Da ciò deriva il vocabolo “infinocchiare” cioè trarre in inganno. Non a caso la Madonna ha un abito dorato, tempestato di grappoli d’uva: quello che Cristo dispensa è il vino buono della gioia e della salvezza. È la scoperta di chi rimane fedele a questo Bambino, anche nella tribolazione e lascia che si sollevi il velo della verità che da senso alla vita.

Il finocchio ha duplice valenza simbolica di forza e di tradimento. Le nature morte, mediante la comparsa di quest’ortaggio insieme con altri elementi, alludono alla Vanitas, cioè alla caducità della vita. Sono opere che invitano a riflettere sul fatto che la vita passa in fretta ed è saggio non lasciarsi ingannare dalle apparenze. «Cosa giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde la propria anima?» «Vanità delle vanità, tutto è vanità» è l’accorato appello di Qoelet. L’opera che ammiri ti suggerisce che occorre qualcosa di sicuro che ti permetta di vivere il presente nella certezza di un futuro migliore. Questa consapevolezza s’impone, soprattutto quando sei messo di fronte al crudo realismo dei problemi, dove nessun tentativo di infinocchiare la realtà tiene. Ricordati che sei nato per un disegno d’amore, per godere la bellezza della vita ed essere felice con quello che hai! Lo scopo della tua vita non è soddisfare le aspettative degli altri ma conoscere il tesoro che porti dentro, nascosto spesso dietro tante false maschere che nel tempo hai imparato ad indossare, nell’illusione di apparire più amabile, accettabile dagli altri. Tu stesso però ti accorgi che non funziona, anzi è un trucco che alimenta un inspiegabile dolore esistenziale. Io sono sempre più consapevole che sono venuto al mondo con un progetto da scoprire e da realizzare, in sintonia con ciò che mi circonda. Il rischio che corro e corri anche tu è quello di non accorgercene e sciupare una grande opportunità. Tutti i semi hanno le stesse potenzialità. Solo pochi però diventano frutti. Altri marciscono e muoiono nell’indistinto. La consapevolezza è il primo gradino per tirarti fuori dall’indistinto e le decisioni che seguono sono il motore del cambiamento. Dedica più tempo a conoscerti, a scoprire il progetto che porti dentro, la tua vera natura. Trova le tue risposte, la tua strada, fidati di Chi crede in te e continua a darti fiducia. Fai della tua vita un’opera d’arte, nessuno lo può fare al posto tuo!

In questo cammino eccitante ma impegnativo, abbiamo bisogno di affetto, stimoli, riconoscenza. Ecco allora che puoi trovare riposo fra le braccia di una Madre, come quella che ci offre Marianne Stoke, una madre capace di aiutarti a sollevare il velo che copre le coscienze, scoprire le falsità e giudicare tutto a partire da quella dimensione eterna che ci attende, dove tutto cadrà e solo la verità resterà, appunto, senza velo. Una Madre che è riflesso della tenerezza incondizionata di Colui che per bocca del sensibile profeta Geremia ti dice: «conosco i progetti che ho fatto a tuo riguardo, progetti di pace e non di sventura, per concederti un futuro pieno di speranza». Grazie per la tua pazienza e alla prossima.

Alessio Fucile Critico e Storico dell’arte