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I templari e il culto di San Michele La linea delle cattedrali e dei santuari by Melinda Miceli critico d’arte

La chiave di lettura che unisce i Templari, Guerrieri della luce devoti a San Michele alla Dea Madre, sta nel legame con le costruzioni sacre dedicate a San Michele, si veda la Sacra e il cosiddetto portale dello Zodiaco, libro di pietra scolpito dalla mano di un Alchimista medievale, il maestro Nicolaus. I santuari erano costruiti sulle vette considerate sacre, ritenute abitate da divinità e da creatura Angeliche che vi dimorano. Venerate come custodi del femminino Sacro erano luoghi di culto energetico, armonia delle due energie, maschile che scende dal cielo e femminile che sale dal basso dalla terra. La Sacra è al centro della linea di San Michele e misteriosamente essendo le cattedrali in questione di almeno 1000 anni fa, congiunge in linea retta santuari consacrati al guerriero di luce San Michele da Israele all’irlanda in particolare l’Abbazia della Valsusa è divisa da 1000 km sia del Santuario sul Gargano Monte Sant’Angelo sia dall’isola penisola della Normandia Mont San Michel.

Il nome Michele deriva dall’espressione Mi-ka-El che significa “chi è come Dio?” Il comandante delle milizie celesti, dapprima accanto a Lucifero (fratello degli Arcangeli), nella rappresentazione della coppia angelica, rimanendo invece fedele a Dio, si separa da Satana e dagli angeli ribelli e apostati (un terzo del totale), che precipitano negli Inferi. San Michele Arcangelo l’espressione del guaritore, accompagnatore di anime, nelle rappresentazioni iconografiche è rappresentato in forma di guerriero e tiene Satana sotto i suoi piedi, minacciato dalla spada-croce che rappresenta la potente liberazione, quell’essenza affilatissima e unica in grado di separare il bene dal male. Viene detto in molti testi sacri che il male sia cosi’ innato nel genere umano che una separazione netta ne causerebbe la morte. 

A volte la spada è rappresentata ansata o fatta di rami intrecciati a simboleggiare il Caduceo di Mercurio, immagine rafforzata anche dalla rappresentazione di Michele con un copricapo alato. Quest’iconografia riverbera la figura di Michele come araldo di Cristo, simbolo di unione delle energie celesti e terrene.

La raffigurazione della spada fiammeggiante comune in tutte le tradizioni vuole far risaltare le qualità più spirituali di Michele, la sua energia Cristica.

Di rado si ravvisa anche la spada tenuta per la lama, in realtà la croce pomata, è simbolo del suo potere di aiuto e guarigione offerto a chi riconosce ed accetta la via Cristica. Recita un’antica invocazione:”San Michele Arcangelo, difendici nel combattimento, affinché non periamo nel giorno del tremendo giudizio“. 

Un altro attributo importante relativo all’Arcangeo è il drago, su cui trionfa senza però mai ucciderlo definitivamente. Il drago è infatti simbolo del male che può essere soggiogato ma mai cancellato del tutto, perché funzionale all’evoluzione. Troviamo la descrizione della battaglia e della sua vittoria nel capitolo 12 del libro dell’ Apocalisse: “Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio, poiché hanno disprezzato la vita fino a morire. Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo” Ap. 12,7-12. 

“San Michele e il drago” è un celebre dipinto a olio su tavola (31×27 cm) di Raffaello Sanzio, databile al 1505 circa e conservato nel Museo del Louvre a Parigi. Fissando i canoni di una bellezza che si propone come modello estetico e morale, in un idealismo classicheggiante propone la sublime rappresentazione del sottile e fragile equilibrio che cerca di mediare la purezza del divino mentre lotta contro l’oscurità del male.

L’Arcangelo viene riconosciuto anche come guida delle anime al cielo. Secondo tradizioni vicine all’ermetismo cristiano, San Michele regge l’equilibrio del sistema solare e quello del sistema interiore dell’uomo. Secondo questa visione il Sole simboleggia il cuore e il centro dell’essere umano, così come è il centro del sistema solare; la bilancia di Michele detiene dunque un suo ruolo di grande equilibratore. Il nome di Mīkāʾīl (in arabo: ميخائيل‎), o Mīkīl (in arabo: ﻣﻴﻜﻴﻞ‎), è citato nel Corano alla sūra II, versetto 98. È indicato come di pari rango rispetto a Jibrīl (Gabriele). Secondo la tradizione, assieme a quest’ultimo, avrebbe secondo la tradizione avrebbe istruito personalmente Maometto e, secondo un’altra tradizione, sua caratteristica sarebbe quella di non ridere mai.

Oltre a San Michele, la Chiesa ricorda nello stesso giorno gli arcangeli Gabriele e Raffaele. La Bibbia rivela le specifiche missioni di ognuno: Michele avversario di Satana, Gabriele “annunciatore” e Raffaele “soccorritore”. 

L’imperatore Costantino I a partire dal 313 gli tributò una particolare devozione, fino a dedicargli il Micheleion, un imponente santuario fatto costruire a Costantinopoli, oggetto di venerazione da parte dei bizantini e dei Longobardi, paragonato da questi ultimi al Dio Odino, del quale ricalcava le virtù guerriere e la dimensione bellica, e altrove a Ercole, a Mitra, a Hermes. La prima basilica dedicata all’arcangelo in Occidente è quella che sorgeva su di un’altura al VII miglio della Via Salaria, ritrovata dalla Soprintendenza archeologica di Roma nel 1996.

Il suo culto si è diffuso in Oriente e Occidente, portando alla costruzione di luoghi di venerazione posti lungo una linea retta, la cosiddetta “Linea sacra”, che collega l’Irlanda con Israele, passando per Inghilterra, Francia, Italia, Grecia. Oltre a trovarsi lungo la stessa, immaginaria linea retta, tre di questi luoghi importanti sono anche equidistanti l’uno dall’altro: si tratta di Mont Saint Michel in Francia, della Sacra di San Michele in val di Susa e del santuario di Monte Sant’Angelo sul Gargano.

La “Ley Lines” sono delle linee rette che uniscono località della Terra ritenute misteriche, probabili nodi energetici del pianeta. 

Oltre a trovarsi lungo la stessa, immaginaria linea retta, tre di questi luoghi importanti sono anche equidistanti l’uno dall’altro: si tratta di Mont Saint Michel in Francia, della Sacra di San Michele in val di Susa e del santuario di Monte Sant’Angelo sul Gargano. La Ley line di San Michele, o Ley line del Drago è allineata perfettamente con il tramonto del Sole nel giorno del Solstizio d’Estate. 

Il culto dell’arcangelo Michele sia dalla tradizione orientale che da quella occidentale, presente sia nell’aspetto maschile che in quello femminile di Michele, è forse l’icona che da sempre ha ispirato maggiormente gli artisti. Spesso l’Arcangelo viene rappresentato sulle guglie dei campanili, perché è considerato il guardiano delle chiese contro satana. Inoltre a lui vengono dedicate le cappelle – ossari nei cimiteri. Una delle numerose leggende sorte intorno alle Cattedrali Gotiche afferma che basterebbe trovare la pietra giusta, rimuoverla, e l’intera cattedrale si affloscerebbe come un castello di carte. I costruttori delle cattedrali sono spesso indicati come gli eredi spirituali di Hiram, il mitico architetto dell’antico Tempio di Gerusalemme.  Si ritiene che i Cavalieri Templari, indagando sugli antichi segreti ebraici, avessero rinvenuto documenti relativi alle “Leggi divine dei numeri, dei pesi e delle misure” sotto le rovine del Tempio di Salomone a Gerusalemme e li avrebbero forniti ai costruttori di cattedrali. Intorno all’anno 1128, proprio in coincidenza con il ritorno dei Templari in terra di Francia, iniziano a sorgere le prime Cattedrali distinte dal preesistente stile romanico, sorte all’improvviso e senza alle spalle alcun entroterra culturale o architettonico, e gli uomini che vi lavorarono appartenevano a corporazioni dalle forti componenti esoteriche, quali i Compagnons e i Maçons. La pianta è concepita secondo le regole del numero Aureo 1,618 le distanze tra le colonne la lunghezza delle navate e dei transetti sono multipli di 1,618 . Sono caratterizzate dalla presenza dei numeri 37 , 74, 111 che vengono riportati alle tre divinità di Osiride, Iside e Horus. Le cattedrali gotiche sono state accostate al misterioso tempio scomparso di Gerusalemme ma anche alla mitica Piramide di Cheope per l’utilizzo delle proporzioni della geometria sacra, orientate in modo da far entrare all’interno raggi di sole in particolare i giorni dell’anno. L’ombra proiettata della piramide in occasione del solstizio d’inverno rispetterebbe precise proporzioni. Sono stati presi in considerazione anche i “ritmi” dell’universo, attraverso la creazione di luci che solo in particolari periodi dell’anno (solstizi) vengono ad essere attivate attraverso le vetrate delle cattedrali o mediante la creazione di ombre che si proiettano in determinati punti specifici (Castel del Monte), come per le piramidi egiziane; riceverebbero la potenza solare dal cielo e quella lunare dalla terra, cioè dalle loro stesse viscere. Il ricorrere alle simmetrie nella loro costruzione è riscontrabile in molte prassi; i pozzi dei sotterranei hanno una profondità che corrisponde all’altezza della guglia più alta, cioè la esteriorizzazione della simmetria tra cielo e terra. Per la scomparsa dei progetti relativi alle strutture, i piani di costruzione e tutti progetti originali di esecuzione di queste cattedrali non sono mai stati trovati. Le opere murarie erano fatte con una maestria eccezionale che si dice venne tramandata fino alla morte dell’ultimo gran maestro dell’Ordine dei Cavalieri Templari Jacques de Molay, condannato al rogo nei pressi di Notre Dame di Parigi, durante il processo ai Templari voluto dal re di Francia Filippo il Bello. 

La novità architettonica consistette nell’utilizzo dell’ arco a Sesto acuto che permise di avere un’apertura più alta e slanciata, proiettata verso il cielo. Lo stile gotico riuscì a tramandare straordinarie conoscenze che solo poche persone iniziate a simboli ed a codici particolari, avrebbero potuto comprendere. Tutte ornate da un gran numero di statue o bassorilievi raffiguranti figure altamente simboliche e simboli magici ed esoterici, le cattedrali hanno un particolare orientamento in modo che il fedele, entrando nell’edificio sacro, cammini verso l’Oriente, ovvero verso la Palestina, luogo di nascita del Cristianesimo. Per la presenza di simboli magici e alchemici, il celebre alchimista Fulcanelli, definisce le Cattedrali “veri e propri libri di pietra”, incise all’esterno e all’interno di simboli arcani dell’opera alchemica o, del percorso iniziatico dell’uomo per raggiungere il livello spirituale che lo avvicina a Dio. La rosa resta il simbolo più ricorrente, che si accosta al Graal ed al Sigillo di Salomone, cioè al sigillo alchemico che indica l’esatto tempo da impiegare per la preparazione della Pietra Filosofale. Un altro simbolo presente nelle principali cattedrali è ” il labirinto “che sta ad indicare la via che l’uomo deve percorrere per conseguire l’iniziazione. Rappresenta anche il cammino di fede: dall’esterno, seguendo un tortuoso percorso, si arriva al centro. 

Nel 1118 Bernardo di Chiaravalle (Bernard de Clarvaux) fa il suo ingresso a Chartres seguito da altri otto cavalieri; in quello stesso periodo già in dieci città della Francia si innalzano Cattedrali, Chartres sarà l’undicesima e su una collina già un tempo teatro di riti pagani e druidici si iniziano i lavori sotto la spinta dello stesso Bernardo. Undici Cattedrali dedicate a Notre Dame, tutte nella stessa zona e volute da Bernardo di Chiaravalle. Se si uniscono con una matita su una carta geografica, le varie città volute da Bernardo, è constatabile come le cattedrali siano disposte come la “costellazione della Vergine” che si specchia a sua volta nelle cattedrali, quindi queste la rappresentano “ribaltata”: “Virgo riflessa”. La figura raffigurata dalla costellazione è quella di una donna alata con nella mano sinistra una spiga di grano, la stella Spica. Risaliamo dunque alla divinità pagana femminile che governava il raccolto del grano, la Grande Madre, la Terra, il cui culto si è incarnato, a seconda delle epoche storiche, in Iside fino a Maria Maddalena. Se unite insieme le cattedrali dei Templari di Evreux di Rouen, Derain, di Amiens di Bayern, e di Chartres formano esattamente la costellazione della Vergine cioè il cielo riportato in terra. Vergine in astrologia è un segno che appartiene all’elemento terra. Le Cattedrali gotiche sorgono infatti su luoghi che in precedenza avevano ospitato aree sacre, specie in riferimento al culto della Grande Madre, oppure su quelle linee che in seguito verranno chiamate “Punti di forza” , oggi note con il nome di Ley Lines. Chartres, Evreux, Bayeux, Rouen, Amiens, Reims sono riferite alle stelle più brillanti della Vergine. Altre cattedrali di Nôtre Dame corrispondono a stelle minori. La “coda” della costellazione corrisponde alla Cattedrale di Le Mans originariamente dedicata anch’essa alla Vergine e poi a S. Giuliano. Le cattedrali dedicate alla Vergine invitano il fedele a un cammino di umiltà per innalzare il proprio spirito verso il cielo al quale questi divini templi cristiani tendono con tanta solennità.